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Cultura In Primo Piano

L’impegno di Facebook nella lotta ai cambiamenti climatici

9 Novembre 2021

Facebook sta espandendo il “Climate Science Center” in più di 100 paesi per mettere in contatto più persone con le risorse provenienti dalle principali organizzazioni per il clima.

Continueranno ad aggiungere etichette informative ai post sui cambiamenti climatici e ad indirizzare le persone al Climate Science Center.
Stanno inoltre lanciando il “Green Boost“, un nuovo programma di formazione sulla sostenibilità per aiutare le piccole imprese a ridurre le proprie emissioni di carbonio e a crescere in modo sostenibile.

Prospettive e obiettivi futuri

Il cambiamento climatico è la più grande minaccia che tutti noi dobbiamo affrontare, la necessità di agire diventa ogni giorno più urgente e anche Facebook farà la sua parte. In qualità di azienda globale che collega più di 3 miliardi di persone ogni mese, hanno infatti l’opportunità e la responsabilità di fare davvero la differenza.

A partire dallo scorso anno, hanno raggiunto emissioni nette pari a zero per le loro operazioni globali e sono supportati da energia rinnovabile al 100%. Per raggiungere questo obiettivo hanno ridotto le emissioni di gas serra del 94% dal 2017. Hanno investito notevolmente nell’energia eolica e solare e, per le emissioni rimanenti, sostengono progetti che rimuovono le emissioni dall’atmosfera.

L’azienda ha anche fissato obiettivi ambiziosi per poter ripristinare più acqua di quanta ne usano entro il 2030. Dal nostro primo contratto eolico nel 2013, hanno prodotto oltre sette gigawatt di nuova energia solare ed eolica, il tutto nelle stesse reti elettriche in cui si trovano i loro data center, che sono tra i più efficienti al mondo.

Stanno inoltre implementando misure per ridurre le emissioni dei loro viaggi d’affari unendosi alla Sustainable Aviation Buyers Alliance come membro fondatore per aiutare ad accelerare il percorso verso il viaggio aereo netto zero, guidando gli investimenti nel carburante per l’aviazione sostenibile.

Ma questo non basta. Le società di social media hanno il potere di connettere le persone tra loro per fare la differenza su larga scala, amplificare le voci emarginate e condividere informazioni. Ogni giorno le persone utilizzano i servizi Facebook (già Meta) per sensibilizzare, organizzare azioni e far sentire la propria voce su un’ampia gamma di questioni ambientali.

Facebook vuole contribuire aiutando le persone a trovare informazioni accurate e guidate dalla scienza, affrontando anche la disinformazione.

Aumenteranno le informazioni autorevi sul clima

L’anno scorso hanno lanciato il Climate Science Center su Facebook per mettere in contatto le persone con risorse concrete delle principali organizzazioni per il clima del mondo, come l’Intergovernmental Panel on Climate Change, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e tante altre. Gli utenti possono anche trovare misure da adottare nella propria vita per combattere il cambiamento climatico. Oggi stanno iniziando ad espanderlo in più di 100 paesi, aggiungendo una nuova sezione che mostra le emissioni di gas serra dei paesi rispetto ai loro impegni e obiettivi, in modo che le persone possano capire cosa fa a riguardo il loro paese e cosa deve essere fatto ancora.

All’inizio di quest’anno, hanno iniziato ad aggiungere etichette informative ad alcuni post sui cambiamenti climatici indirizzando le persone al Climate Science Center. Queste etichette verranno inserite sui post in più di una dozzina di paesi, tra cui per la prima volta in Belgio, Brasile, India, Indonesia, Messico, Paesi Bassi, Spagna e Taiwan.

Affrontare la disinformazione climatica

Facebook ha la responsabilità di affrontare la disinformazione climatica. Per far ciò collabora con 80 organizzazioni indipendenti di controllo dei fatti a livello globale per esaminare e valutare i contenuti, inclusi i contenuti sui cambiamenti climatici.

Quando viene valutato un contenuto come falso, ne viene ridotta la distribuzione in modo che meno persone lo vedano e viene mostrata un’etichetta di avviso. Verranno di conseguenza applicate sanzioni alle persone che condividono ripetutamente informazioni false.

Agire sui cambiamenti climatici

Secondo un sondaggio condotto dal team FB “Data for Good” in collaborazione con il Programma Yale per la comunicazione sui cambiamenti climatici, la maggioranza delle persone in tutti i 31 paesi intervistati ha affermato che il cambiamento climatico è in qualche modo importante per loro personalmente. Un numero considerevole di persone ha anche affermato che avrebbe “sicuramente” o “probabilmente” partecipato a una campagna per ridurre il cambiamento climatico.

Facebook sostiene anche le Nazioni Unite incoraggiando le conversazioni sul cambiamento climatico e aiutando le persone ad agire. Con l’aiuto di Spectrm, l’ONU lancerà presto una versione aggiornata della sua esperienza di chat ActNow con 10 nuove azioni che è possibile intraprendere per combattere il cambiamento climatico. È disponibile su Messenger tramite l’app, Instagram e il sito Web delle Nazioni Unite.

Messenger supporta il lavoro dell’UNFCCC rilasciando anche nuovi adesivi per fotocamere. Questi potranno aiutarti a iniziare una conversazione mostrando visivamente il tuo sostegno per il pianeta nella tua prossima Storia o chattando su Messenger e Instagram, o conversazione in Messenger per Bambini.

Presentazione di Green Boost per le piccole imprese

Verrà lanciato anche un programma di formazione sulla sostenibilità per supportare le aziende sulle loro app a intraprendere azioni per il clima, ridurre le loro emissioni di carbonio e aiutare a far crescere la loro attività in modo sostenibile. Inizieranno nel Regno Unito e in Spagna, con un’attenzione particolare a ristoranti, B&B e Hotel e produttori alimentari. Il programma si espanderà in Francia, Italia e altri paesi il prossimo anno.

L’obiettivo del caro Zuck non è solo quello di rendere Meta una delle aziende più sostenibili, ma anche facilitare e invogliare utenti e dipendenti ad esserlo.

“Se tutti facciamo la nostra parte, dai leader e governi mondiali, alle aziende private e agli individui, possiamo accettare e affrontare questa sfida insieme.”

Nick Clegg, Vicepresidente Affari Globali e Comunicazioni

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