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Libri

Recensione “Un ragazzo normale”

19 Maggio 2020
Recensione libro

Rieccomi per il nostro appuntamento mensile con i libri!

Questa volta vi presento un romanzo dal genere contemporaneo scritto da uno degli autori italiani più apprezzato negli ultimi anni…Lorenzo Marone.

“Un ragazzo normale” è un’opera di narrativa travolgente che con un linguaggio semplice e trasportatore apre una finestra nella Napoli degli anni 80.

Questa volta, però, per parlare di questo romanzo voglio partire dalla fine…perché è proprio quando si termina di leggerlo che si realizza quanto ci si affezioni al protagonista, Mimì un bambino di dodici anni dalla parlantina forbita, alla sua famiglia ed i suoi amici e del grande vuoto che solo le più belle storie sono in grado di lasciarci quando l’ultima pagina viene chiusa.

Mimì è la voce narrante di questa storia i cui ricordi ci mostrano la sua vita da bambino tra amicizie, amori, primi problemi adolescenziali, passione per i fumetti e la scienza ma soprattutto la sua ammirazione per uno degli inquilini dello stabile in cui vive: Giancarlo Siani giovane giornalista del “Il Mattino”. Giancarlo, unico personaggio del romanzo realmente esistito, diventa per Mimì un super eroe alla pari di Batman o Superman il cui potere più grande è il coraggio di denunciare apertamente, tramite i suoi articoli, la camorra. Lui è il buono descritto nei libri e fumetti che ama leggere, colui che difende i deboli e nonostante cerchi di convincere Mimì della sua normalità Giancarlo rimane comunque un supereroe proprio perché è un ragazzo normale che crede in un mondo migliore.

Nel suo piccolo spazio vitale tra il bilocale in cui vive con i genitori, la sorella ed i nonni, la portineria del padre e le strade del suo quartiere bazzicate insieme al suo amico Sasà, Mimì si rende conto di avere interessi che non lo accomunano ai suoi amici né compresi dalla sua famiglia che comunque a suo modo non si risparmia nel renderlo felice. Giancarlo quindi diviene per lui la prova che nella vita non bisogna solo accontentarsi, che i desideri sono l’arma più potente per migliorarsi e lasciare un segno positivo, che le parole e le storie hanno un valore importante.

L’epilogo di Giancarlo, ucciso da sicari della camorra il 23 Settembre 1985 in strada di fronte la sua abitazione, determinerà nella coscienza di Mimì la consapevolezza che il ricordo delle persone e delle loro azioni è lo strumento più forte per far sì che possano vivere per sempre.

Credo che non ci sia modo migliore per riassumere in fine l’essenza di questa storia con una frase detta a Mimì dalla nonna “…non esistono eroi al mondo, solo persone che ogni tanto fanno una bella azione, la cosa giusta, e poi tornano a essere uno qualunque”.

Noi ci risentiremo il mese prossimo per parlare di un nuovo libro e di un’altra storia e se questa mia recensione vi è piaciuta seguitemi anche sui miei canali social Instagram e Facebook.

Alla prossima,

Silvia

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