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Recensione “Regina di sangue”

30 Giugno 2020
Regina

Questo romanzo storico ci presenta la vera storia del regno di Re Macbeth raccontata attraverso la voce ed i pensieri di sua moglie perché è lei la vera chiave di lettura di questo stralcio della storia della Scozia, è lei che spinta dal desiderio di vendetta ha mosso le pedine per avere il predominio di un trono che fu causa della sua infanzia infelice. Ma Lady Macbeth non è da sola, parallelamente e specularmente a lei agisce anche un’altra donna, Sibyll (il cui vero nome era Suthen), segnata dalle stesse esperienze di vita ed in cerca del suo riscatto. Due donne, due madri, due mogli che il destino avvicinerà inconsapevolmente nelle loro sorti ma che le metterà in contrapposizione nella rivendicazione del trono del Regno di Alba.

Nel Regno di Alba, nome gaelico della Scozia nell’XI secolo, vige la norma dell’eredità alternata che permette ai casati reali discendenti da Aed e Costantino, i due figli del primo sovrano di Alba, di salire al trono alternativamente. Ma la successione non fu sempre facile soprattutto da quando il Re di Alba Malcom II favorì come suo erede il nipote sfidando, così, l’ordine della successione alternata a favore di una linea di successione diretta. Proprio qui, mentre Lady Macbeth tesse la sua tela di vendetta per vantare diritto al trono grazie alla sua discendenza dal sangue di Costantino rafforzata dalla discendenza di suo marito Macbeth dal casato di Aed, che l’antagonista Sybill assume un ruolo determinante: moglie e madre degli eredi diretti al trono di Re Malcom II.

In una storia, dunque, in cui sono gli uomini a vantare il predomino, la forza, il comando ed il diritto saranno invece due donne ed i loro sentimenti a fare i giochi, guidando non eserciti e soldati ma mariti, figli, fratelli nella battaglia per il potere.

Questo romanzo dà una luce diversa ai questi personaggi resi già celebri dalle opere di Shakespeare ma la cui crudeltà era la caratteristica distintiva anche se, purtroppo le libertà letterarie che l’autrice si è concessa non permettono, a mio avviso, di distinguere il romanzo dalla realtà della storia intercalando, inoltre, descrizioni e scambi di battute tipiche più di un romanzo rosa piuttosto che di un romanzo storico.

Alla fine del libro sono però presenti alcune note dell’autrice che spiega le finzioni che ha introdotto nel romanzo, riportando anche altri dettagli storici che permettono comunque di rendere meno labile il confine tra il romanzo e la realtà.

Un romanzo, dunque, che forse non mi ha soddisfatta del tutto ma sicuramente degno per una lettura d’atmosfera.

Alla prossima,

Silvia

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